Giancarlo Gianco Ferranti



 



Biografia

 

Giancarlo Ferranti, perugino, lavora nel campo teatrale come tecnico delle luci. Attività che ha un quasi naturale proseguimento nel lavoro di pittore: tagli e sciabolate di luce rompono la superficie dei suoi quadri come fossero il fondale scuro di una scena. L'ideale pittorico di Giancarlo Ferranti, artista che si inserisce nel filone dell'informale è, per dirla come Renato Barilli, una "furiosa dichiarazione di guerra all'Idealismo, alla credenza che al termine dei nostri atti percettivi, delle nostre intuizioni, si raggiunga soltanto un' idea e non già la cosa stessa, nella sua carne e nel suo spessore". La materia erompe dai quadri di Ferranti non trattenuta, incombente sullo spettatore con la fisicità dei colori, ora raggrumati e densi su cieli e acque solcati da lampi e vortici, ora a risaltare con forza e per contrasto, su compatti cieli neri. Ecco che un verde vegetale assume bagliori elettrici, come filamenti di lampade che interrompono il buio; o meglio, sul buio costituiscono reticolati di linee che assumono sembianze di una qualche foresta pietrificata, oppure di alghe nel trascolare incessante della superfice marina. Il nulla e il vuoto percorsi dal brivido nervoso dell'energia sono il fascino, ma anche il rischio di questa pittura, che potrebbe essere letta a volte come pura espressione materica; se non fosse che "informale"è per Ferranti, soprattutto l'esercizio costante di un comporre basato su un solido senso della forma, una forma-colore rigorosa quanto un teorema.